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Bisonti Rugby e Unione Avvocati Rugbisti portano il Touch Rugby a Rebibbia

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Sabato 14 aprile i Bisonti Rugby, insieme all'UAR - Unione Avvocati Rugbisti -, hanno organizzato un torneo di Touch Rugby presso la Casa Circondariale di Rebibbia. I giocatori delle due squadre si sono mischiate ai detenuti, che si allenano da novembre insieme al tecnico Stefano Scarsella, per dare vita ad un avvincente torneo di Touch Rugby.

 Un’occasione che ha permesso ai detenuti di vivere un’esperienza unica nell’ambito del progetto promosso dalla Federazione Italiana Rugby, dall’associazione Gruppo Idee della Presidentessa Germana De Angelis e dalla casa circondariale di Roma, che ha come obiettivo quello di promuovere l’importanza dello sport in carcere, come strumento di recupero e reinserimento sociale dei detenuti. 

"Alla fine del torneo i migliori meta men sono loro, i ragazzi di Rebibbia. È una partita di rugby, non importa il risultato, c’è solo il sano sentimento agonistico che la connota, si legge negli sguardi, nei gesti atletici, sano agonismo dell’incitamento l’uno con l’altro, i ruoli sociali vengono meno, ed i giocatori possono sperimentare, quasi in forma catartica, la liberazione delle loro abituali costrizioni" commenta così l'Avv. Massimiliano Cecchi, giocatore del UAR sul sito del club "Anche oggi, questo sport ci ha insegnato che non importa chi sei, cosa hai fatto di male o di bene nella vita, l’importante è avere la consapevolezza di praticare uno sport nobile, fatto di regole semplicissime, come quella di saper passare una palla ad un compagno. Indietro, per andare avanti. La palla ovale esce dalle sofferenze della mischia e passa di mano in mano, fino ai tre quarti, va fuori, libera, in Meta."

L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto “Ovale oltre le sbarre“, il protocollo di intesa tra la FIR e il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria firmato lo scorso 2 febbraio al CONI dal Capo Dipartimento Santi Consolo e dal Presidente della Federazione Italiana Rugby Alfredo Gavazzi, alla presenza del Presidente Giovanni Malagò.

Il Progetto Rugby Oltre Le Sbarre, proposto e praticato, con il coordinamento di FIR, da Società tutor o singoli allenatori all’interno di circa 15 Istituti di Pena sul territorio nazionale, ha l'obiettivo di contribuire, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby – il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro, il sostegno del compagno - alla risocializzazione del detenuto. 

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